Pane alle noci

Ottobre inoltrato. Inoltrato, che bella parola. La “o” si allarga e ti risucchia mentre la “l”, la “t” e la “r” sono una foresta di rami da scostare per poter avanzare e poi immergerti dove vuoi andare mentre ti curvi leggermente e leggermente ti inclini su un lato per aggiustare il tuo corpo alla forma che ha intorno. Addentrarti, entrare dentro, raggiungere un luogo più profondo. Giungere ad una fase più avanzata di un qualsivoglia percorso. Inoltrarsi nel bosco, inoltrarsi nei pensieri, inoltrarsi tra i cuscini, e già s’inoltra l’inverno, inoltrare la mano tra i capelli, inoltrarsi in un discorso, inoltrarsi tra le nuvole, il vento si inoltrava verso di noi, inoltrare un messaggio, inoltrarsi tra le pagine. Evocare qualcosa di intimo. Inoltrarsi in un ricordo.

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Vi parlo di un pane alle noci, che amo da tanto e che raramente preparo, forse perché lo mangio solo io. La ricetta ha più di trent’anni, pubblicata su una collezione di dolci a fascicoli che usciva credo una volta al mese o forse due. Mio padre lo comprava per noi, un noi fatto di due, mia sorella ed io. Le fotografie in puro stile ’90 con i dolci presentati su piatti adagiati su tovaglie perfettamente stirate di tessuti e broccati e ceramiche fiorite, tra le glasse e i decori floreali delle torte delle feste, un’eleganza ingenua, ma anche tanta semplicità e nessun ingrediente che non fosse già nella dispensa di casa. E mentre sguscio le noci, tagliuzzandomi sempre gli angoli interni dei pollici perché le noci fresche sono più restie a lasciare il loro guscio, mi inoltro nei ricordi di noi che sfogliavamo quei raccoglitori stipati di ricette per poi scegliere alla fine sempre le stesse: qualcosa con panna o cioccolato per mia sorella e una pasticceria più secca e rustica per me. Oggi sceglieremmo ancora così, creme per lei e pinoli o noci o altra frutta secca per me. Ci sono cose belle che non cambiano!

Vi copio la ricetta e vi noto le mie modifiche.

Abbracci,

D.

Tempo di esecuzione 1h e 20′

Ingredienti per 8-10 persone : Farina 300g – gherigli di noce 180gr – lievito in polvere 1/2 bustina – sale 1/2 cucchiaino – latte 1/4 di l – burro 100gr – uovo 1- zucchero 150gr

Per la finitura : 40gr di gherigli di noce – zucchero a velo

Attrezzatura : uno stampo da plum-cake di 27×15

Imburrare e infarinare lo stampo. Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente; tritare grossolanamente le noci e setacciare la farina con il lievito e il sale. Versare in una terrina il latte e l’uovo e sbatterli leggermente con una forchetta, unire lo zucchero e poco alla volta la farina, mescolando con un cucchiaio di legno; aggiungere il burro e, infine, le noci.

Versare il composto nello stampo preparato: guarnire la superficie con i gherigli di noci e far cuocere 50-60minuti in forno preriscaldato a 180C. Togliere il pane di noci dallo stampo e lasciarlo raffreddare su una griglia, cospargerlo infine di zucchero a velo.

Appunti e modifiche : non so bene perché si chiami pane visto che le dosi di zucchero sono pari a quelle di un cake ma io continuo a chiamarlo cosi.

Per renderlo senza glutine ho eliminato la farina di grano e l’ho sostituita con 220gr di farina di avena e 60gr di amido di mais. In genere utilizzo la farina di sorgo ma non ne avevo abbastanza. Non ho aggiunto lo zucchero a velo ed ho sbagliato, perché quella spolverata di zucchero a velo che in genere non mi concedo perché sappiamo tutti che lo zucchero raffinato é nostro nemico, però aggiunge una perlina al filo dei ricordi.

6 thoughts on “Pane alle noci”

  1. Magia, magia magia.. ecco cosa si respira da te… perché ci sono cose belle che non cambiano, come il tuo blog, come i tuoi pensieri, come te!
    Emozionata nel leggerti, durante la pausa caffè, come facevo tempo fa… e ne sono contenta!
    Grazie Daniela per esser tornata, nel mio mese preferito… e come scrivevi per la nascita della tua E. … tra un cadere ed un volare di foglie e i caldi colori di un autunno a Parigi…
    A presto, e quel pane dev’essere delizioso e da provare!

  2. Oddio che bello venire qui il sabato mattina dopo una lunga passeggiata nei boschi.
    Questa la farò tra oggi e domani, insieme ad una confettura di mele e vaniglia, altre ricetta per cui dovrò usare “ nessun ingrediente che non sia già nella dispensa di casa”.
    Questa frase mi rilassa non sai quanto, e nonostante nella mia dispensa alberghi già quanto di più disparato si possa immaginare, faccio un esercizio mentale (che vorrei trasformare presto in qualcosa di più concreto), di alleggerimento di case, armadi, ruoli, ingredienti, fino a ridurli a poche semplici eccezionali cose…
    Grazie per questo regalo di ricetta. E viva i blog, e la lentezza, e il tempo. 🤍

    • Riprendere … tutto quello che un letargo dovuto ed impostosi aveva assopito.
      La confettura di mele e vaniglia richiama l’infuso di mele e datteri che mentre scrivo riscalda la mia tazza.
      Bene!
      Abbracci.

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