About me

aboutme2016

Nel maremagnum del web ho iniziato a navigare molti anni fa.

Calme et Cacao é nato in un pomeriggio di inizio estate per raccontare di una piccola cucina immersa nella luce grigio argento che affaccia sui tetti di uno dei villages di Parigi.  Quella cucina ha fatto da sfondo al mio teatro gastronomico per oltre dieci anni, fin quando, assieme alla mia jolie tribù ho attraversato l’oceano e tutti gli Stati Uniti per approdare sulla costa sud della California, mentre le cocottes di ghisa, le pentole, le formine tagliapasta, le posate antiche e i piatti vecchi navigavano rinchiuse in un discreto numero di scatoloni arrivati tutti integri a destinazione (eccetto una campana di vetro per fomaggi): una grande cucina sommersa di luce dorata dove vivo gran parte delle mie giornate, tra farine che non smettono di stupirmi, alzate francesi che non smettono di cambiare posto e contenuto e due porte finestre che danno sul giardino e che non smettono di aprisi e di chiudersi, tante volte quante sono le ricette che mi vengono in mente.

Dopo qualche divagazione nel mondo dei tessuti e delle stoffe e una piccola collezione di oggetti venduta in qualche bella boutique parigina,  una mattina  fredda come la crema chantilly, annodando il grembiule ( di un bellissimo lino che più si consuma e più diventa bello, cucito non da me! ) ho capito che le mie mani erano più felici di cucinare che di cucire, che la mia patina di pasticcera era più autentica e antica di quella di couturière e che impastare una brioche non soltanto mi veniva meglio ma soprattutto rendeva felici più persone. E questo é per me il vero sottofondo musicale dello stare in cucina, il prendersi cura di chi amo attraverso ingredienti che nutrono il corpo, che accarezzano lo spirito e arricchiscono quell’unico, intricato e prezioso intreccio dei ricordi di famiglia.

La mia é una cucina/cuisine, sempre in bilico tra le mie origini italiane ( la cucina di mia madre, così’ tradizionale ed elegante ) ed una quotidianità francese durata oltre dieci anni.  L’olio d’oliva e il burro possono convivere allegramente, purché siano di qualità eccepibile entrambi! I dolci sono cio’ che amo preparare di più, assieme alle zuppe e ai piatti da far mijoter lentamente.

Ma la mia é anche una cucina senza glutine, da quando poco tempo ha ho scoperto di essere celiaca. E chissà che non sia arrivato sino a voi un rumore come di cocci sul pavimento, di piatti frantumati e di alzatine antiche polverizzate: era il suono (di una parte) del mio mondo che crollava quando ho letto nero su bianco la diagnosi. Dopo un lungo momento di confusione ( e di avvilimento …) ho raccolto i cocci, ho diviso il ripiano delle farine  in dispensa,  ho comprato un tagliere di marmo e un  colapasta monodose e sono partita per questo nuovo viaggio, con un biglietto solo andata e senza nemmeno un grammo di glutine in tasca (ma con ancora tanto da eliminare nel mio corpo!). 

Lungo questo bricolage mentale e manuale, riadatto le ricette senza tempo in ricette senza glutine, ma soprattuto rimpasto (come mi ha detto una lettrice in un commento), gli eventi, le vicende e le abitudini di una vita in cucina, augurandomi di trovare lo stesso tipo di magia in cucina con cui mi sono così tanto divertita fino ad ora. E visto che coltivo il sogno di regalare alle mie figlie  la mia  eredità e il mio bagaglio culinario,  continuo  ad impastare anche in maniera tradizionale, certo non voglio perdermi l’incantesimo della brioche calda uscita dal forno a colazione, e se riusciro’ a riprodurre la stessa magia in versione aglutinata, sarete i primi a saperlo.  

Il blog negli anni ha avuto un ritmo tutto suo, diciamo pure irregolare, oscillando tra periodi di cura e dedizione giornaliera ad altri di silenzio da letargo invernale. Non me ne vogliano i lettori. Questo perché, al di là di tre demoiselles nate in questi ultimi 7 anni, oltre a cucinare, mi rendono felici tante altre cose: suonare il pianoforte, coltivare rose antiche e parlare alle piante del giardino, camminare a piedi attraverso le città e i piccoli paesi, comprare frutta e verdura al mercato e piatti e posate nei brocantes, apparecchiare con cura nei dettagli ( quelliche piacciono a me!) per poi servire solo formaggi e vini invecchiati, leggere all’ombra, sognare ai semafori e soprattutto crescere le mie figlie e vederle sbocciare come rose a primavera.

Da poco ho intrapreso una nuova avventura, si chiama Atmosfera Cucina: con l’entusiasmo di una bambina e l’umiltà di una vecchia signora, organizzo ateliers di cucina e di pasticceria, aprendo la mia cucina vera ad ospiti appassionati di buon cibo e di buona tavola, tra fiori freschi, ceramiche sbrecciate, libri ed ingredienti di stagione.

Benvenuti…

D.

Ps. Se siete in vena di Amarcord e avete voglia di ritrovare il vecchio c&c, cliccate qui