Da Salerno e il turchese della costiera Amalfitana, alle verdi terre friulane. Attraversiamo villaggi e paesi, lasciamo l’autostrada e scegliamo strade provinciali, ritroviamo nomi della storia italiana, il paesaggio che si scopre e si nasconde dietro ai tergicristalli carichi di pioggia. Viaggiare così, fino alla prossima tappa, un campo di girasoli per giocare a nascondino, paesaggi campestri, vigneti, vecchie fattorie, piccoli orti e giardini di campagna. Scenari perfetti per lasciar correre la mente, per divagare, per immaginare di vivere altre vite, per scrivere altre storie, fantasticare su nuovi inizi e progettare infinite strade da prendere. Senza tempo, senza orari, pranziamo alle tre del pomeriggio e ceniamo alle dieci di sera con enormi, cremosi gelati. Vogliamo solo dimenticare il tempo e seguire questo flusso di pensieri. Lo chiamiamo vento d’estate ed é già nostro amico.
Alcuni luoghi mi sono già rimasti nel cuore. L’Abbazia di Rosazzo, terrazza incantata sospesa sulle terre friulane, tra colline e vigneti, luogo di silenzio e di pace sognante. Il giardino, incantevole collezione di rose antiche e moderne, alcune preziose come la rosa Gallica Damascena, altre selvatiche come la rosa di Rosazzo, considerata estinta e poi ritrovata in Francia nel giardino di casa di emigrati friulani che l’avevano piantata nel 1925. Una vecchia targa ne racconta la storia.
Il sentiero delle rose fa da cornice poetica e profumata alla terra del vino di Livio Felluga, Abbazia di Rosazzo, un bianco setoso e complesso. Ne abbiamo comprato una cassa nella bella osteria Terra e Vini tra il caffè e i racconti di questa terra e dei suoi frutti. Vino e rose, cosa potrei desiderare di più?
Avara di monumenti e ricca di suggestioni, Trieste, città di vecchie librerie, di antiquari, di caffè storici come il caffè Tommaseo in stile asburgico, il caffè San Marco in stile viennese. Due tra le pasticcerie più belle mi hanno colta senza macchina fotografica, la Bomboniera e Pirona: come molte farmacie, hanno conservato gli arredi originali d’epoca, i banchi di legno lucido, i vetri decorati in stile Liberty e le pinze d’argento per riempire i vassoi.
Quando viaggio, quando leggo il menu seduta in un nuovo ristorante vorrei poter ordinare minuscole porzioni di piatti e sapori sconosciuti, cenare di assaggi in assaggi, dall’antipasto al dolce. Ho sbirciato in tutte le pasticcerie che abbiamo incrociato, incuriosita da una tradizione pasticcerà ricche di influenze austriache, slave e ungheresi: i krapfen e gli strudel, torta sacher, la pinza, i dobos, i rogojanci e il presnitz, il dolce di Sissi, di cui vi lascio la ricetta assieme a qualche cartolina di viaggio. Altre le trovate sul mio profilo Instagram. Il Presniz, dolce di origine austro-ungarica, creato nel 1832 in onore della principessa Sissi in visita a Trieste. Per l’occasione in tutta la città vennero organizzati concorsi d’arte e di gastronomia e si racconta che in una pasticceria del centro apparve in vetrina questo dolce a forma ad anello con la scritta “se giri il mondo ritorna qui”. Vinse il premio principessa Preis Prinzessin e fu ribattezzato dai triestini Presniz, diventando simbolo di festa e di tradizione. Nonostante faccia parte delle tradizione dolciaria tradizione natalizia, a me é venuto voglia di assaggiarlo in una fresca giornata di luglio. Un morbido marzapane ripieno di uvetta, pinoli, canditi, avvolto in pasta sfoglia sottilissima leggermente zuccherata. Da mangiare secondo me a piccolissime dosi, quasi un assaggio, dopo il caffè o un bicchierino di liquore.
Presniz
ricetta tratta da Mangiare Triestino di Mady Fast
Ingredienti: pasta sfoglia, noci sgusciate 500g, zucchero 500g, biscotti grattugiati 500g, mieli e 200g, cedrini 200g, pinoli 200g, uva passa 200g, marsala o liquore all’arancia 1 bicchierino, cioccolato grattugiato 100g, uova 2, buccia grattugiata di limone e di arancio.
Mettere a bagno l’uvetta nel liquore, grattugiare i biscotti, il cioccolato, la buccia di limone e di arancio. Tritare le noci. Impastare il tutto, aggiungere lo zucchero, le uova e il miele leggermente riscaldato. Zuccherare la pasta sfoglia e dividerla in cinque parti. Stendere la pasta sfoglia, formare con il ripieno cinque salsicciotti e avvolgere ognuno di essi nelle sfoglie facendoli aderire bene alla pasta. Sistemare i presniz formando una chiocciola e spennellarne la superficie prima con dell’acqua poi con il tuorlo d’uovo leggermente sbattuto. Cuocere in forno preriscaldato a 180c per circa 25m. Il presniz puo’ essere conservato a lungo ben protetto in un luogo fresco e asciutto.















Il Friuli è una regione da scoprire e con tante meraviglie, nascoste dove meno te lo aspetti. Se ti capita, ti consiglio San Daniele del Friuli e la sua meravigliosa biblioteca Guarneriana (oltre al prosciutto).
Ne ho parlato proprio da poco, da me
gaia, corro subito da te…
enfin des nouvelles ! je guettais le site depuis un moment et je te retrouve à trieste … per vacanza o altro ?!? dai, tornate in IT che ci fate cosi lontani in USA, trop loin ! G. è un bel mix delle prime due, trop mimi ! bises tata
tata, ripartiremo da roma anche questa volta di gran fretta. Sob! abbracci da tutti x tutti
Che belle atmosfere di viaggio hai saputo trasmettere Daniela, lo scorso inverno sono stata ospite di una cara amica sulle dolomiti friulane e serbo nel cuore ancora il tepore delle nostre chiaccherate serali davanti al fuoco.
Silvia
silvia, doveva essere bellissimo!
Non c’è niente di più bello del poter
Vivere un tempo sospeso e lento ritmato
Dall’alba e dal tramonto. Felice che abbiate
Scelto Trieste e il Friuli… Bellissimo
Come sempre leggerti…
Donata cara, adesso é troppo tardi perché siamo in partenza ed io ho perso forse l’occasione giusta per incontrarti. A volte essere invadenti faciliterebbe le cose. Mi dispiace.
Bellissimo questo reportage… Sei sempre più brava, con le parole, le immagini tutto insieme aiuta chi legge a desiderare di partire subito e recarsi nei posti che tu descrivi… Brava!!!!
Mi fa felice sapere che hai apprezzato sia il Friuli che la Venezia Giulia,mi sarebbe piaciuto incontrarti per un caffè qui a Trieste, un abbraccio
chiara, si peccato. Chissà in che bel posto mi avresti portato. Ma cmq io ritorno…
fatti viva allora quando ritornerai, ti aspetto !
certamente, lo faro. Felice estate
Dear Daniela,
I first started to follow you on instagram and saw your beautiful holidays pictures. This tour in Italie and Croatia seemed beautiful! Your last post is really poetic, I love to cook these peaches soup, always a success. Wish you the best back to California! Might visit this part of the US next summer…
Cécile xx @cecilemoli
Bonjour Cécile,
I’m so happy to see you here. I’m gonna write the recipes in english too, sorry for the delay.
I love your pictures on IG! à très bientot alors
Cécile, would be so nice to meet you in this land 🙂