Frollini verde anice

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Dopo anni di infatuazioni campestri sospirate tra le strade di Parigi in un perdermi e ritrovarmi tra cortili alberati seminascosti e passages privés di ciottoli mangiatacco  (no non i miei, io cammino in ballerine, ricordate?) e grandi vasi fioriti, coltivando erbe aromatiche sul davanzale della cucina e immagini di giardini inglesi, mi sono ritrovata proprietaria di uno spazio verde. Libera finalmente di dar via alle mie  fantasie giardiniere, inesperta e impaziente, ho iniziato a piantare e seminare ancor prima di guardarmi intorno. Se lo avessi fatto, se mi fossi seduta all’ombra degli eucalipti e degli oleandri per osservare le piante che si addossavano l’una all’altra, se avessi aspettato che quelle a riposo rivelassero la loro identità e il loro colore, forse avrei capito che quel coriandolo di sogno su cui avevo scritto giardino all’inglese avrebbe dovuto aspettare ancora un po’. Davanti ai miei occhi avevo un giardino dagli accenti tropicali con  Banani, Hibiscus,  Sterlizie e Plumerie, un giardino con note mediterranee di buganvillea, agrumi e palme di diverso tipo. Un paio di aiuole e qualche angolo romantico sembravano parlarmi una lingua meno esotica e lontana, potevo persino sentire parole di incoraggiamento dalla vecchia fontana in pietra grigio blue e i roseti antichi mi lasciavano una qualche speranza sul poter riuscire a ricreare un angolo di mondo forse non così’ come  l’avevo immaginato nella mia vita cittadina (verde scuro, fiori dai colori tenui, ombra fresca e grandi alberi dalle chiome pesanti). In South California l’acqua é un bene prezioso, la pioggia un evento  atteso e persino i bambini sanno dell’importanza di piantare e coltivare piante native. Avevo molto da imparare ma ancora di più da modificare nella mia mente e nelle mie immagini. Una passeggiata nel deserto in primavera é un buon modo per far pace con le piante grasse, per scoprirne la segreta bellezza e decidersi ad ospitarne qualche esemplare da piantare tra le rose o tenerle in vaso vicino al vecchio tavolino in ferro.

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Ore di lavoro e qualche paio di guanti consumati mi hanno insegnato più di tutte le ore spese su Pinterest collezionando immagini di giardini piantati ad altre latitudini. Qualche conversazione con la mia vivaista locale di fiducia, una piccola donna asiatica dal viso a metà coperto da un grande cappello di paglia, mi ha convinta più di alcun manuali di giardinieri e paesaggisti famosi, nonché l’aver sacrificato qualche deliziosa piantina sull’altare delle scienze botaniche. Avrei potuto modificare e decidere la qualità del terreno dei vasi e le ore di luce e di ombra di una piccola parte dello spazio a mio disposizione, ma non avrei potuto far nulla sulla qualità del terreno, sulla discrepanza tra quantità d’acqua che alcune specie avrebbero richiesto  e quella che il cielo avrebbe scaricato, sull’ espozione del patio su cui avrei voluto far arrampicare un glicine e sulle temperature troppo elevate per una siepe di Lilla.

Preparare due volte la pasta frolla con le mani, sentirla sbriciolarsi sulla punta delle dita e poi ricompattarsi sotto il palmo della mano non puo’ sostituire tutte le volte che per fretta o per pigrizia si aziona la planetaria. In cucina e in giardino le mani devono essere “sporche” di impasti e di terra.

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A volte il vento regala cose inaspettate, portate da chissà dove. Un fiore di Pimpinella Anisum,  con il suo ombrello di merletto bianco da signora d’antan e il fusto sottile sottile, si é insinuato al sole tra mille sassolini che hanno il compito di tener a bada le erbacce sul lato est del giardino davanti casa. Il mio cuore ha fatto una capriola. La liquirizia e l’anice sono tra i miei aromi preferiti. L’inaspettata freschezza del retrogusto del finocchio e dei carciofi, un bicchierino di Anisette nelle notti d’estate, la radice di liquirizia da succhiare in mezzo al traffico,  il Pastis con tre gocce d’acqua prima di cena, i sassolini di liquirizia che mi manda mia suocera, la liquirizia nera di Calabria, le penne profumate di mia figlia, il dentifricio alla crema d’anice, i semini verde grigio nel barattolo di vetro che schiaccio tra i denti, le punte di anice stellato nascoste nel riso. Aromi che Inseguo e di cui non so farne a meno.

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Vagheggiando un grosso cespuglio di fiori di anice e una pioggerella di semini da far seccare e conservare nel barattolino che si fa bello nella foto,  impasto e stendo quelli che saranno frollini all’anice. La ricetta é di madame D’Aubergine, i suoi erano frollini blue lavanda, i miei li ho immaginati verde anice. Dal fondo del grande sacchetto di lino che contiene le formine tagliabiscotti, tiro fuori quello di rame a forma di una foglia dai contorni sottili. In questo andirivieni di pensieri botanici potevo non scegliere questa?

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Frollini verde anice ( per circa 20 biscotti)

Farina bianca 00 50 gr, farina di riso 50 gr, zucchero di canna 40 gr,  burro freddo 50, uova 1, semi d’anice essiccati non trattati  2 cucchiaini 

Mettere tutti gli ingredienti secchi nel mixer e azionarlo per un paio di secondi . Aggiungere l’albume( conservando il tuorlo per lucidare i frollini) e il burro freddo a cubetti: azionare ancora  per pochi secondi, ripetere un paio di volte e poi raccogliete l’impasto con le mani, senza lavorare l’impasto.

Fare una palla schiacciata, trasferiterlo in una ciotola e conservarlo  in frigo per un’ora coperto da film alimentare.

Accendere il forno a 180°. Con l’aiuto del matterello stendere l’impasto  sul piano di lavoro leggermente infarinato, ritagliare i biscotti e trasferirli su una teglia rivestita di carta forno. Spennellare leggermente la superfice dei biscotti con il tuorlo diluito in mezzo bicchiere di latte e cospargeteli di zucchero (io ho eliminato il passaggio zucchero).

Mettere la teglia in frigo per mezz’ora per conservare le forma ed ottenere biscotti più croccanti, poi infornate per una decina di minuti. Controllare il colore, non devono scurire ma dorarsi leggermente.

Suggerimenti

In un mortaio di marmo pestare i semini d’anice in modo da appiattirli e sprigionare l’aroma. Potete lasciarli in infusione nello zucchero qualche ora prima di preparare i frollini.

Al momento della spennellatura siate veloci e soprattutto delicati. Il tuorlo altera l colore e il sapore, quindi, come dice Sabrine, mano leggera mi raccomando.

9 thoughts on “Frollini verde anice

  1. A volte la nostra mente è imprigionata in schemi e convinzioni che ci impediscono di esplorare nuove cose e vivere emozioni diverse ma non meno belle di quelle che pensavamo. …
    Invitanti questi biscottini , che proverei con un altro aroma , visto che sono intollerante all’anice…
    Mi daresti un suggerimento?
    Un caro saluto e un bacio dal profondo sud Italia
    Carolina

    • Carolina, oh povera Che antipatica intolleranza! Lavanda? Fiori d’arancio o di limone? Fiori di sambuco?
      Quanto agli orizzonti io li vedo come finestre e come porte, a volte li spalanchi e ti ci affacci con curiosità e divertimento, a volte invece è così bello starsene chiuse dentro senza lasciar passare nemmeno i rumori. Ti abbraccio

  2. La campagna mi ha insegnato in fretta ad avere pazienza, ad assecondare il passare delle stagioni. Anche se a distanza di anni faccio ancora gli stessi errori di una volta, almeno so che le mani dentro la terra e la farina rinascono e noi con loro.
    E’ proprio un piacere trovare qualcuno che abbia voglia di perdersi nel deserto a far pace con le piante grasse.Piacere di averti incontrata!

  3. Ho letto un pó dei tuoi post. Li ho letti lentamente per cercar di capire chi ci fosse dall’altra parte. Mi sono fermata,ho respirato e mi son detta che tutto quanto mi è piaciuto. Ogni cosa. Ogni oggetto sembra avere il giusto equilibrio. Ogni parola sembra una nota ancora da suonare, e aleggia nell’aria in attesa di essere ascoltata. Mi è piaciuto lo sfondo delle foto. Sembra quello di casa. È accogliente, e la luce che filtra dalle finestre sembrar illuminare tutto quanto. Sono felice d’averti scoperta. Felice di seguirti in questa tua piccola casa virtuale. Buon pomeriggio melania

    • Melania,
      io ti ringrazio di questo bellissimo commento. L’equilibrio che nella vita reale a volte mi scappa di mano forse viene a rifugiarsi qui, e tu lo hai trovato. Calme et cacao é la mia finestra sul mondo virtuale che negli anni si é riempito di amici. Socchiusa o spalancata, questo dipende dai periodi ma sempre a portata di sguardo. Sono davvero felice che tu mi abbia trovato, hai dato anche a me l’occasione di conoscere una persona, che anche se solo in parte rispecchia la sua terra così suggestiva (troppo calda anche per me!) sarà sicuramente una bella compagna di viaggio attraverso le strade del web. Grazie

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