Aspettando di soffiare

Happy40

E’ Domenica. Il silenzio del mattino é un silenzio sottile e fragile, un battito di ciglia e si frantuma. La stanza é piena di luce e a rischio di sfiorare il cliché vi dico che é un alba di luce dorata e che una coppia di uccelli  cinguetta non proprio soavemente sugli alberi del giardino. Dal letto posso vederne le  chiome frondose. Dal mio letto di bambina vedevo il mare. Non c’é fretta, potrei girarmi dall’altra parte e provare a riacciuffare la coda del sogno che forse stavo facendo, oppure potrei allungare le gambe, spalancare le braccia e assaporare tutto lo spazio a mia disposizione, fino ai confini di un altro braccio ancora pesantemente addormentato. Questo letto sembra l’America: immenso e ospitale. Raramente siamo in due. Occasionalmente il cinque, sporadicamente in quattro, quasi sempre in tre. Vince chi si aggiudica il cuscino perché siamo tutti troppo pigri per andare a cercarne altri e l’unica che potrebbe avere vogliadi farlo non arriverebbe al ripiano alto del mobile biancheria da letto.  Invece mi alzo e scalza, mi avvio per le scale. Ogni quattro scalini uno sbadiglio. Ne conto quattro, prima di arrivare al piano di sotto. MI muovo come un gatto silenzioso e ccome un gatto inarco leggermente la schiena per passare tra le porte senza aprile troppo. Sono porte un po’ vecchie, alcune cigolano rumorosamente e non  ricordo mai quale siano. Preparo il caffè, che tanto non verrà mai bene (la barista di casa non sono io) e mi siedo sul piano di marmo ad aspettare che l’odore di caffè mi svegli del tutto. Oggi compio quarant’anni. A voler dar retta alle statistiche sarei diventata una donna di mezza età. A voler credere alle amiche sarei sempre una ragazza, una bambina per mia nonna, una ragazzina per la fioraia, una signora “un po’ vecchia” per mia figlia quando si avvicina il momento di affrontare il dazio bimensile delle mèche sui capelli bianchi . La verità, ma vi prego non ditelo a nessuno, é che mi sento tutte queste cose assieme, una serie di matrioske una dentro l’altra, ognuna nascosta e svelata dall’altra. Una signora di mezza età quando rientro con l’ennesimo cachemire blu o grigio per poi accorgermi che é quasi identico agli altri e quando annuncio con tono deciso “questo Natale Filetto alla Wellington”; una bambina davanti alla montagna di neve soffice e compatta degli albumi che diventeranno meringhe e quando con les filles, seduta a gambe incrociate  svuotiamo interamente la grande casa vittoriana delle bambole e la arrediamo  come più ci piace, spostando per l’ennesima volta la disposizione delle stanze e il posto degli oggetti (la mia stanza preferita é la cucina con il suo lillipuziano cestino delle uova e la soffitta, che vorrei fosse la stanza del cucito mentre loro la relegano puntualmente a stanza dei giochi ); una ragazzina quando ancora mi sorprendo arrossire per un complimento e quando sono sola e ceno un pacchetto di chips al sale marino; una ragazza quando il cuore mi batte forte perché sono felice e quando decido “oggi é detox day” e preparo zuppa di miso per cena ( chiamata zuppa delle streghe per quell’aspetto di maleficio riuscito con le alghe e le rondelle di cipollina fresca che galleggiano in superficie); una vecchia signora quando mi lascio cullare dai ricordi sentendomi grata di averne tanti così belli e quando l’ironia riesce a piantare un’altra bandierina sui miei terrori: viva la leggerezza, tout court!  Oggi compio quarant’anni, tondi come una pancia di mamma, la mamma che sono diventata, tre bambine in otto anni, la cosa più seria e più matta che abbia deciso di fare in questi ultimi quarant’anni. E mentre scrivo le ultime righe e la macchietta sbuffa le ultime gocce di caffè  nel silenzio della prima ora del giorno del mio compleanno, mi dico che forse un desiderio lo dovrei esprimere, un piccolo rito buona fortuna,perché no. Ma resto con il dito in aria perché, se di sogni ne ho tanti ( altrimenti che vita bella sarebbe signori miei !), di desideri non me ne vengono in mente… a parte una deliziosa collezione di piatti antichi decorati a mano il cui prezzo era tale da renderli totalmente indecorosi, rapidamente censurati dal mio Super-Io.

E siccome a casa nostra nella stessa settimana di compleanni se ne festeggiano ben tre, e siamo cinque, capita di condividere la candelina e la torta che la regge. Quest’anno non farà eccezione, e visto che ci tengo a non svelare al mio compagno di soffio il mistero su quale sarà il dessert, se non vi dispiace la ricetta ve la do domani. Così riesco anche a bere il caffè caldo.

Quaranta abbracci uno in fila all’altro

D.

 

24 thoughts on “Aspettando di soffiare

  1. ogni volta che ti leggo per me è come entrare in un mondo incantato da una porta segreta, e chiudo fuori tutto il brutto, il volgare, il banale, che nel tuo mondo proprio non c’è. E alla fine penso sempre lo stesso pensiero: vorrei tanto essere come te <3. Tanti auguri Daniela, una cosa che mi consola è che io sono nata un giorno prima di te, anche se tredici anni prima. Almeno siamo dello stesso segno!
    Auguri ancora e felice da morire che tu sia tornata

    • Cecilia, cara. Ti rispondo con qualche ora di ritardo, ma il tuo commento é così speciale che meritava un po’ di calma. Mi hai accompagnata lungo il giorno del mio compleanno, un senso di gioia mista ad orgoglio ogni volta che ci pensavo. Perché vedi, io ancora me lo chiedo il perché di tutto questo affetto e questa stima che mi regalate a braccia aperte. Spero spero spero di riuscire davvero a ricambiare, mani sacche una foto o una ricettano bastino più.
      Scrivimi quando vuoi, anche via mail ovviamente. Abbracci

    • Auguri Daniela cara…..! È un compleanno importante ed è molto bello che tu lo voglia festeggiare con noi amiche di penna. ……
      Tanti auguri di vero cuore a te , splendida e luminosa ragazza. …
      Carolina

    • Mara, qui pero’ non ci sono lupi
      cattivi ne’ mostri, e se mangi la casetta di pan di zenzero non mi trasformerò in una strega. Prometto!!

    • Monica, in questa casa/cucina di persone stupende, di amici a cui mi sento legata , ce ne sono tantissime. E tu, dolce Monica, hai il tuo posto speciale. Grazie

  2. Rientrando ho letto il tuo ultimo post. Solo ora capisco l’allusione al caffè’ per altro molto buono. Tra le mille chiacchiere di questa mattina ” happy birthday” e poi “40” e’ un numero magico. Baci e have a safe trip

    Signora delle peonie

    • signora delle peonie, che il caffè ti sia piaciuto sarà la prima cosa che racconterò stasera a cena. Un punto per me. Quanto alle peonie, che dire? Un po’ di invidia e tanta voglia di vederle.
      E’ stato bello conoscerti…

      • La signora delle peonie sei tu…Bella, sofisticata ed elegante, da oggi tu per me sei la signora delle peonie oppure la signora delle orchidee? Scegli tu.. Mi mancherai….A presto. Baci a te e a tutta la tua tribu’

  3. Arrivano un po’ tardi ma arrivano anche i miei auguri!! Ragazza mia sei splendida in tutti i tuoi quaranta anni….lo sai che anche io in otto anni ho avuto tre figli? A venti…a ventisei…e l ultimo a vent’otto anni!! Io però ne ho sei più di te…..baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii Smack! Ahhh dimenticavo! Leggerti e sempre un piacere grande…..Anto

    • Oh mamma mia Anto, che super mamma giovane. Io come vedi avevo un passo più lento, e soprattutto non ho iniziato a camminare prima di aver conosciuto pezzetto dopo pezzetto quella bellissima città. Abbracci italiani

    • Ciao Marina,

      anche io ti scopro ora, mi piace molto la tua immagine di inzuppare i libri nel té. Coltivo anche io una grande passione per i libri e sono diventata una ladra di tempo per riuscire a leggere almeno una parte di quelli che compro e accumulo. Grazie di esserti fermata da me, sei la benvenuta!

  4. lo leggo ora del tuo compleanno ti chiedo scusa ma gli auguri ance se in un irrimediabile ritardo te li faccio lo stesso, 40 anni sono importantittissi cosi’ come li descrivi tu ci stanno tutti per non parlare poi dei successivi uno dopo l’altro sempre più grande é l’emozione. Ti abbraccio con i miei più grandi auguri 🙂

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