Crostate d’autunno, con nocciole e prugne rosse

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… e poi succede che si diventa bravi, non fosse altro che per il continuo allenamento, al gioco del riconoscere gli  indizi che svelano i bisogni ancor prima che si manifestino.  Come mamma, cerco di far attenzione ai segnali  che le bambine ed io ci mandiamo senza sosta. Se mi sento irritabile o travolta dalle continue infinite richieste, generalmente significa che ho bisogno un po’ di tempo per me. Se invece una di loro é più irascibile, scontrosa o frignona del solito (e apparentemente senza ragione), questo significa che nell’aria c’é un bisogno di una dose maggiore di attenzione dedicate e” special mamy time”.  I bambini fanno di noi degli esperti e alla fine il gioco diventa parte delle ore che passano e dei giorni che sfilano.

Come donna, provo a fare lo stesso. Resto sintonizzata sulla mia stazione radio, sui miei canali provando a concedermi delle piccole indulgenze, coccole per l’anima che mi fanno star bene, mi strappano un sorriso nel bel mezzo di un attacco di emicrania e mi aiutano a scendere dal letto quando so che la giornata sarà di quelle toste. In cucina, una delle mie regole fondamentali é seguire i desideri, seconda sola alla scelta degli ingredienti migliori che ci possiamo permettere. In california del sud l’autunno é un’idea piuttosto vaga, confinata a quando il sole tramonta o al fresco del mattino, a passaggi veloci di nuvole color fumo.  La si ritrova nei negozi in forma artificiale, nell’acqua dell’oceano sempre più fredda e nei discorsi di chi, come me, non riesce sfarne a meno. Ed allora, prima che il mio desiderio diventi mancanza,  apro la porta e lascio che un flair autunnale si infil in casa, negli angoli, sulla tavola, sul pianoforte, nei cassetti e nei piatti. Abbiamo zucche ovunque. Bianche grandi e piccole, zucche Cinderella arancioni e schiacciate con venature verdi, zucche grigie che non fanno così tanto “rumore” ma mostrano una bellezza più discreta, come se potessero restare li dove le ho messe  forse non fino all’arrivo della primavera ma giusto prima che arrivi babbo Natale. Noci, nocciole, mele e melegrane, miele, pere,funghi, cavolo nero… e ancora un bel po’ di prugne rosse che il sole con dispettosa generosità continua a far maturare.

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Crostata di nocciole e prugne rosse

Scrivendo la ricetta mi é sembrato di passeggiare in un bosco. Le nocciole, le prugne di fine stagione e poi il colore castagna e l’aroma nocciolato del beurre noisette. La pasta sucrée ha una piacevole consisitenza, un impercettibile crunch e quel sapore insostituibile dello zucchero moscovado (la prossima volta provate a montarlo in zabaione con dei tuorli d’uovo e vedrete che non riuscirete più ad usare lo zucchero bianco!).

Per uno stampo di 20cm.

Per il ripieno: farina di nocciole 80g, zucchero moscovado 150g, farina 00 40g, farina integrale 20g, albumi 5, burro 160g, prugne rosse

Per la pasta sucrée : farina 00 140g, farina integrale 50g, farina di nocciole 30g, burro 120g, uova 1, sale 1 pizzico, zucchero 60g

Lavorate con un cucchiaio di legno lo zucchero e il burro morbido. Aggiungete la farina di nocciole e il sale. Amalgamate e lavorare leggermente l’impasto con il cucchiaio. A questo punto incorporate le farine setacciate e sbriciolate con la punta delle dita o con il cucchiaio se preferite. Sbattete leggermente l’uovo in una ciotola e aggiungetelo alla pasta.   Compattate, avvolgete nella pellicola alimentare schiacciando  leggermente l’impasto col le mani (io preferisco racchiuderlo tra due piatti e premere leggermente) e fate riposare in frigo almeno 1 ora ( o 10m nel freezer se andate di fretta).

Intanto lavate, asciugate ed affettate le prugne. Devono essere in numero sufficiente da coprire l’intera superficie della crostata, quindi regolatevi con le quantità.

Preparate il ripieno: unite lo zucchero e la farina di nocciole. Amalgamart con una frusta. Unite gli albumi e mescolare, questa volta meglio usare un cucchiaio di legno (quello che usate solo per i dolci senza un retrogusto di capretto o di ragù!). In un pentolino dal fondo spesso (io ne uso uno di rame) lasciate cuocere il burro, a fiamma bassa, dolcemente tre/quattro minuti: l’acqua deve evaporare e la caseina colorare il burro di un bel color castagna liberando l’aroma di nocciola, da cui il nome burro noisette. Versatelo in una ciotola pulita in modo da interrompere la cottura e lasciatelo raffreddare, infine aggiungetelo al composto di albumi.

Preriscaldate il forno a 170C.

Imburrate lo stampo da crostata, rivestitelo con la pasta stesa non troppo sottile e farcite con il composto di albumi e nocciole. Disponete le prugne  sulla superfice, a me piace partire dal centro e via via allargarmi a ventaglio. Infornate e cuocete circa 35-40 minuti.

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9 thoughts on “Crostate d’autunno, con nocciole e prugne rosse

  1. le zucche bianche…solo in USA si trovano queste cose ! wonderful
    qui a RM stento a trovare il potimarron che pare in IT si chiami zucca mantovana e quindi da Mantova in giù è difficile trovarla…
    bah, i misteri dell’italico Sud
    bises à tout le monde
    tata

  2. Invitantissima, bella e sicuramente buona. Sai adesso, in questo momento, ne vorrei tagliare due fettine, anzi due fette con una calda tazza di tè (qui è decisamente inverno) sedute a chiacchierare come sappiamo fare noi con Greta che richiama l’attenzione, ma decise a rimanere lì, con le parole a farci compagnia.

  3. Ritorno oggi, dopo molto tempo in cui non sono entrata per tempo, connessioni e altro, un tempo in cui non ho dimenticato l’aria che si respirava in questo spazio, e che ora sento quanto mi è mancata. Le tue parole, le tue ricette, i tuoi racconti mi affascinano e mi commuovono come sempre. Sono andata a leggermi l’ultimo post su Parigi, dopo questi giorni in cui non leggo altro che di questa meravigliosa città devastata dal suo interno, e mi sono commossa nel rileggere di quelle scarpette da ballerina e dello chignon dispettoso, che mi hanno aperto il cuore e mi hanno fatto pensare a tutta la bellezza che nel mondo c’è. Grazie Daniela

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