Atmosfera Cucina

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Ve lo ricordate quel fracasso di piatti rotti come di cocci sul pavimento e nel cuore?

Ogni giorno azzero il conteggio dei danni, ogni giorno ricalcolo e peso nuovamente, e ogni giorno mi scopro a pensare che quello che ho perso dopo essere stata diagnosticata celiaca, lo sto già recuperando in salute e in scoperte culinarie. A qualcuno tra voi credo di aver già raccontato di collezionare farine e di come a volte ne infili pacchetti anche in valigia. Ma la novità di queste ultime settimane é che in dispensa ne ho ben 19 pacchetti diversi, aperti e tenuti chiusi da mollette di legno stendipanni e 4 ancora chiusi. Alcune confezioni (0 – 00 – manitoba – integrale – grano saraceno- farro- kamut – segale ), sono stati trasferiti su di un altro ripiano diventato una sorta di ghetto glutinato e gli spazi liberi sono stati riempiti da altri sacchetti, ognuno con una sfumature di colore diversa nella gamma dei beiges: farina di teff, farina di tapioca (che poi in realtà é un amido), farina di amaranto, farina di mais, farina di riso integrale-bianco-dolce-thai, amido di patate, farina di patate, farina di sorgo, farina di nocciole, di mandorle raffinata e non. La farina di castagne mi deve arrivare, l’ho ordinata su Amazon perché qui non la trovo. In fondo, quantitativamente  parlando, posso dire di averci guadagnato. Alcune non le avevo mai usate e a dirla tutta non ne conoscevo nemmeno la traduzione in inglese, altre facevano da spalla in preparazioni in cui tagliavo la base di farina di grano con un cereale diverso, per dare più carattere e ingannare l’eventuale noia da ricette conosciute par coeur. Oggi, gioco ad un gioco diverso: un tipo di farina diventa la solista del piatto del giorno, come un’eroina nella missione di creare del bello e del buono senza il supporto di quella proteina che per i celiaci e gli intolleranti é il nemico da annientare. E imparo. E sbaglio. E riprovo. E va meglio. E adesso condivido.

Le farine in questione non sembrino avere la stessa pazienza della farina di grano che puo’ sostare mesi nei barattoli e nei sacchetti senza il rischio di ospiti indesiderati o strani odori. No no, queste signore non amano affatto  essere dimenticate o trascurate e nel giro di poche settimane, vogliono camminare a passo trotterellante fino al piano di lavoro, volare tra sbuffi e poi concedersi al caldo abbraccio del forno. Insomma, l’avrete capito, la mia cucina é più attiva di prima e non vedo l’ora di annotare anche qui alcune tra quelle ricette e proporzioni che sono state accolte con entusiasmo sincero.

Lontana dai fuochi e dai forni (ne possedevo per capriccio già due prima, il che si é rivelato essere un perfetto aiuto nella gestione con meno stress possibile di una cucina con e senza glutine), ho trascorso gran parte delle ultime settimane ad elaborare menus, a rifinire con divertente e/o snervante minuzia (a seconda dei giorni e dell’interlocutore)  i dettagli di un progetto che avevo iniziato in sordina già qualche tempo fa: si chiama Atmosfera Cucina, ed é la mia non classica scuola di cucina che ha preso forma nella mia cucina vera. L’approccio gluten free si é imposto naturalmente, costringendomi a rivedere tutta la programmazione dei corsi dei prossimi mesi che avevo già elaborato, ad eliminare piatti ed ingredienti e a sospenderne degli altri,  ma nutro la speranza di poter presto reinserire anche le brioches con il tuppo in versione senza glutine. Anche la cucina é stipata di sogni.

Dopo il trasferimento in California, Il mio desiderio di raccontare di cucina italiana e francese si é affacciato piuttosto rapidamente. In realtà, nelle lunghe serate parigine in cui si compilavano liste mentali dei lati positivi e negativi del lasciare Parigi, al secondo posto della mia lista compariva la scritta corsi cucina?!, seguita dal poter indossare ballerine dieci mesi l’anno. Le persone viaggiano, scoprono, si innamorano di altre tradizioni e altre culture,  e negli ultimi anni in questo pezzo di America così profondamente diverso dal resto della nazione, si assiste ad una vera food revolution: i farmers markets si alternano tutta la settimana lungo tutta la contea, meravigliosi supermercati naturali, dalla ricchissima offerta di biologico, locale e sano hanno tirato via dalle grosse catene senz’anima un lungo esercito di persone scontente di un mangiare che non seguiva più le loro necessità di fresco e di autentico. Le contaminazioni gastronomiche lentamente invadono la tavola anche di famiglie che per generazioni hanno cavalcato il modello americano, fatto purtroppo soprattutto di una gran dose di cibo spazzatura, fast food, surgelati e piatti pronti. Quante volte ho sgranato gli occhi ascoltando racconti di donne cresciute in famiglie in cui si cucinava a partire da ingredienti crudi e freschi due giorni l’anno, quello del Thanksgiving e quello di Natale ( che poi tradizionalmente prevedono lo stesso menu! ). E’ una rivoluzione pacifica e salutare, onerosa in termini ini di soldi e costosa in termini di tempo, fatta da persone curiose, attente, motivate.  L’idea di ritrovarmi con persone così,  a conversare di cibi e tradizioni seduti attorno al mio vecchio tavolo di fattoria inglese dopo aver passato due-tre o quattro ore a cucinare, mi ha conquistata al punto da spingermi a superare la mia confort zone, ovvero cucinare e impastare davanti ad un pubblico piuttosto ristretto: i mie pensieri, tre signorine appollaiate sul piano di lavoro,  mio marito che mi versa un bicchiere di vino, mia madre e mia sorella che mi riportano sempre in una cucina anni 70 dai dettagli arancioni.

E siccome é festa, anche c&c ha un vestitino nuovo nuovo dopo una remise en beauté. Anche questa volta, una collaborazione tutta al femminile, che non si offendano i signori oltre lo schermo, a me i ginecei mi hanno sempre fatto sentire a casa. I due logo, sono nati dal pennello di Luciana Navarro Powell, artista ed amica, nonché vicina di casa, nati come regalo per il mio 40esimo compleanno e protrattosi ben oltre le candeline, in un divertente via vai di zuppe-biscotti-cake in cambio di disegni-bozze-photoshop. Il sito é opera di Elena Casartelli e del suo studio Lensky nel cuore di Milano.

Per molti di voi, siamo geograficamente distanti. Ma qualora doveste decidere di scrivere California sul prossimo taccuino di viaggio, sarei onorata di prestarvi uno dei grembiuli di lino che un artigiano di Salerno ha cucito per me. Ed é un invito che non ha data di scadenza stampata sopra.

Abbracci

D.

20 thoughts on “Atmosfera Cucina

  1. Come si fa a non commentare Daniela, è bello ed elegante. Anticipa interessanti novità, già hai stuzzicato la mia curiosità e sicuramente anche quella di molte amiche che ti seguono, io sono pronta ad annotare, sbagliare e riprovare in una cucina anni 2000 dai dettagli color legno.

    • Mammoletta, e perche poi dovremmo non commentare? Noi che amiamo così tanto chiacchierare, soprattutto in cucina. Grazie, del sostegno,della spinta e delle note pronte a diventare ricette

  2. ho letto in un solo fiato tutto, persino la versione inglese… e mi sono emozionata molto… un percorso lungo e bello, un approdo in cui riversare tutto quello che sei e che ami, che sei diventata… bellissimo Daniela, tutto… un mare di auguri e complimenti per questo progetto, vorrei solo poter essere più vicina per condividerlo più fisicamente…

    • Rorina, anche io ho letto tutto d’un fiato il tuo commento e mi sono emozionata molto anche io. Hai ragione, il percorso é lungo lungo lungo e mi rende felice sapere che non sono da sola a percorrerlo. Grazie

  3. Leggerti è sempre stato bello, perché sei capace di farmi viaggiare con te, portandomi in luoghi meravigliosi. Cucine ricche d’ingredienti, sapori e profumi. Passioni, amicizie e famiglia. Tutto questo restando seduta davanti al PC. .. in bocca al lupo per tutto e spero di poter un giorno indossare con te il grembiule di lino. Cari saluti

    • Virginia, questa é la forza e la magia del web: abbraccia tutto, tutti e annulla le distanze. Piacerebbe anche a me, molto, prestarti un grembiule e dirti “adesso mettiamoci al lavoro…”. Abbracci x te

  4. Ciao Daniela
    la MAGIA di sempre c’è , le tue parole lievi continuano a danzare e a trasportarci lontano , continui a ispirarmi ” pensieri rosa” e leggerti è uno dei miei momenti Hygge. Sei un esempio perfetto di resilienza , il nuovo vestitino è bellissimo, chic ma familiare.. C&C è cresciuto come giusto che sia per una persona speciale che ha tanto da dire.
    Vola alto Daniela !!!!
    un abbraccio , Apollonia

  5. mancano ancora parecchi mesi alla preparazione valigie ma la farina di castagne di Capranica ha già il suo posticino… In bocca al lupo a Atmosfera Cucina ! bises

  6. Sono felice di veder riaprire queste pagine e questa cucina, nella sua nuova veste. Il rumore di cocci lascia ancora un’eco, ma si attenua e sono certa che tra pochissimo sarà solo un vago ricordo. Stai affrontando con lo spirito giusto questa “novità”, poco piacevole, non ci piove, però questo è il modo per conviverci e non soffrirne troppo. Una sfida che accetti e che ti spinge a sperimentare cose nuove. Dai, carissima Daniela, non vedo l’ora di vedere le brioches con il tuppo, che io su queste sono ancora parecchio indietro! Avanti tutta, un abbraccio infarinato!

  7. A volte le difficoltà ci servono per metterci alla prova. Tu ne sei uscita piena di energia e lo si percepisce dalle cose che scrivi. Sei uscita dalla tua comfort zone e hai intavolato una scuola di cucina elegante e raffinata. Quanto mi piacerebbe essere lì e provare insieme tutte le belle ricette che proponi nella tua bellissima casa! Questo è il tuo momento di successo. Io mi sto incamminando a cercare il mio… Ho trovato il coraggio improvviso di scriverti ora, dopo tanti anni che ti seguo in silenziosa ammirazione. Ti auguro buon lavoro!

    • Deborah, mi onora sapere che tu sia uscita dalla tua confort zone per scrivermi e ti ringrazio di averlo fatto per scrivermi cose tanto carine.
      Ti abbraccio e ti auguro di trovare la stradina che porti il tuo nome

  8. Che paura, di non vederlo riaprire il tuo blog dopo tanti giorni di chiusura!
    Ma eccolo è tornato più bello di prima? No sono tutte belle le varie edizioni che si sono susseguite.
    Sono contenta di ritrovarlo, mi da sicurezza, grazie

  9. E’ sempre bello e confortante ritrovarti.Peccato la California sia così lontana perche avrei partecipato ad ogni tua lezione, anzi riesco proprio a vedermi lì nella tua cucina a godermi la serena atmosfera che sai creare ..chissà un giorno.

    • Gabriella, ti rispondo con ritardo. Perdonami. La cucina virtuale é affollata di amiche speciali, di web e di tastiera. Va bene così 😉

      Grazie,

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