Stelline alla cannella…

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… e una piccola storia di Dicembre.

C’era una volta una bambina di nome Greta, dalla pelle chiarissima e dagli occhi un po’ tristi.  Sempre più spesso, la bambina dagli occhi tristi, invece di far girotondi e di volare in altalena, rimaneva rannicchiata sul divano con le mani sul pancino dolorante e le gambe magre che penzolavano come piccole lancette di un orologio a cui da tempo avevano dimenticato di dare la carica. La mamma di Greta a volte distoglieva lo sguardo e i pensieri dalla sua bambina e leggeva Calme et Cacao, seguendo  il succedersi di post e di eventi raccontati a ritmo incostante. Le piaceva appuntare alcune ricette che poi avrebbe riprodotto fedelmente o modificato in parte, seguendo il suo gusto e quello della sua bambina dall’appetito di uccellino. Un giorno, un dottore dal nome lunghissimo, togliendo i suoi occhiali dal naso e grattandosi la testa come per cercare le parole adatte, le disse che Greta non avrebbe più potuto mangiare tutto quello che mangiano la maggior parte dei bambini, incluso le caramelle alla liquirizia che amava succhiare guardando il paesaggio allontanarsi velocemente dalla macchina. Rimettendosi gli occhiali, il dottore  spiego’  che da quel momento tutta la famiglia e persino le maestre avrebbe dovuto intraprendere una battaglia per difendere e proteggere Greta da ogni minuscola briciola di glutine. Diversamente, il suo pancino non sarebbe mai guarito, l’orologio sarebbe rimasto come senza carica e il suo corpo di bambina bruco non sarebbe potuto diventare quello di un una bellissima ragazza farfalla. Da quel giorno, la sua mamma, vinta dalla confusione e dal dispiacere, smise di leggere le storie e le ricette di Calme et Cacao: a cosa servivano più quelle pagine in cui le si spiegava come fare piccole brioche dalla granella zuccherina se anche un solo assaggio di quelle paffute merende avrebbero reso la sua bambina malata? Trascorsero gli anni, la mamma di Greta divento’ bravissima a cucinare senza quella proteina cattiva e imparo’ a preparare per la sua bambina soffici torte e gustose e croccanti cotolette. Greta divento’ sempre più sorridente, le sue gambe sempre più forti e i pomeriggi passati sul divano si trasformarono in un ricordo da richiamare alla mente quando la voglia di una golosità da bambini prendeva il sopravvento sulla lista di ingredienti da leggere. Poi un mattino, la mamma di Greta mentre beveva il caffè davanti al computer, saltando di foto in foto per caso ritrovo’ le parole e le immagini di Calme et Cacao. Mentre leggeva si accorgeva che, chissà da quanto tempo, la sua bambina e quella ragazza/signora del blog avevano qualcosa in comune e che quella cucina al di là dello schermo ( che intanto aveva attraversato l’oceano…) avrebbe potuto di nuovo incrociarsi con la sua. Così, fini di bere il suo caffè e mi scrisse una lettera bellissima.

Sono sotto un cielo coperto di stelle, attraverso i vetri della porta-finestra che da sul giardino mi arriva tutto l’argentato bagliore. Mentre scrivo, il mercoledì scivola nel giovedì e mi viene quasi da ridere perché il mio sguardo dondola dalle stelle cristalline alle stelline biscotto chiuse nel barattolo di vetro: sono piccole stelle alla cannella e alla polvere di arancia, glassate con mano imprecisa. Alcune hanno i contorni irregolari come se qualche puntina si fosse già staccata per intraprendere il lunghissimo viaggio verso la terra, attraverso questo universo web che mi porta fino a voi, fino a Greta e alla sua mamma, fino a tutti i bambini che spalancheranno gli occhi davanti alle piccole magie dal profumo di Natale che qualcuno, con qualche rinuncia, qualche aggiustamento e tanto amore, avrà appena sfornato.

Abbracci stellati

D.

Stelline alla cannella

Farina di riso dolce 150g, farina di tapioca 70g, burro 90g, uovo 1, latte 1 cucchiaio, zucchero di cocco ( in alternativa lo zucchero di canna grezzo andrà benissimo) 100g, bicarbonato 1 punta, sale 1 pizzico, cannella 2 cucchiai,  anice in polvere 2 cucchiai, polvere di arancia o buccia grattugiata 1 cucchiaio, estratto di vaniglia 1 cucchiaio. 

Glassa: zucchero in polvere 200g, albume d’uovo 1, succo di limone

Setacciate le farine, unitele al sale e al bicarbonato. Lavorate il burro a crema con lo zucchero, aggiungete l’uovo e amalgamate. Versate la vaniglia e le farine. Aiutandovi con una spatola, smuovete il composto sul fondo della ciotola in modo da incorporare tutta la farina. Aggiungete le spezie e mescolate. Adesso toccate l’impasto e verificatene la consistenza: dovrete essere in grado di compattare in una palla soda ma non asciutta. Potete aggiungere un cucchiaio di latte per ammorbidire e distendere il composto. Mettetelo in frigo protetto da due piattini spolverati di farina di riso (o avvolto nella pellicola se preferite) e dategli un paio d’ore per riposarsi e compattarsi. Vi sarà utile quando dovrà distendersi sotto il peso del matterello.

Preriscaldate il forno a 170C. Preparate il piano di lavoro con due fogli di carta forno, spolverateli di farina di riso. Stendete l’impasto tra i fogli in modo che il matterello non tocchi direttamente la pasta e formate le stelline con le formine tagliabiscotti. Mentre preparate la glassa, rimettete i biscotti in frigorifero, adagiati su una placca ricoperta di carta forno. Cuocete per 12minuti, ma attenzione a non seccarli troppo, raffreddandosi tenderanno ad asciugarsi parecchio.

Preparate la glassa: in una ciotola setacciate lo zucchero, aggiungete metà dell’albume, qualche goccia di limone  e mescolate con cura. Adesso dovrete lavorare ad occhio, aggiungendo via via un po’ di albume runa goccia di limone per ottenere la consistenza di un dentifricio leggermente colante. Se dovesse risultare troppo liquido, aggiustate con un po’ di zucchero a velo. Se decidete di non decorare subito i vostri biscotti, coprite la ciotolina con una pellicola alimentare e mettetela da parte.

Una volta cotti, metteteli a raffreddare sulla grata. Adesso potete giocare con la glassa, sarete sicuramente più bravi di me.

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6 thoughts on “Stelline alla cannella…

  1. Quando ho scoperto che la mia Greta era una bambina “speciale” ho avuto, per qualche attimo, difficoltà ad immaginare il nostro futuro prossimo:mi sentivo spaventata, inadeguata.
    Ma quello che volevo era solo che stesse meglio: che avesse la forza di correre e giocare a nascondino e che dormisse sonni tranquilli, come ogni bambino meriterebbe.
    La favola lieve che hai raccontato con tanta grazia è diventata realtà per Greta e per la sua mamma e a questa gioia si unisce, ora il piacere, di avere un legame nuovo e prezioso con una persona altrettanto speciale, lontana lontana eppure così vicina.
    Grazie, Daniela! A Greta piacerà moltissimo la tua favola…

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