il Natale… e la ghirlanda di meringa

Vigilia di Natale. Sfrutto il tempo, le distanze e il fuso orario che mi allontana dalla maggior parte di voi, così mi sembra di recuperare il ritardo accumulato in queste ore bagnate di una calma un po’ folle. Prima di uscire e di andare incontro al vento che farà ondeggiare i nastri dei pacchi e i capelli, prima di bussare al campanello della casa in cui gli amici ci aspettano, mi guardo intorno e vedo che tutti gli oggetti e le cose che mi dicono “é Natale…” sono a portata di sguardo e di mani. Il pungitopo che ho confuso con il vischio e ho appeso allo stipite della porta della cucina,costringendo qualcuno ad acrobatiche manovre per non graffiarsi la testa, le candele, le meline per l’arrosto di domani, la topina del Natale, il Bambi che arriva dal freddo, l’albero con tutte le decorazioni, diverse ed evocative che da anni scegliamo e conserviamo, il grande vassoio con le palle d’argento che in realtà ha solo traslocato momentaneamente dato che per il resto dell’anno é accanto al pianoforte.

C’é tutto dei vecchi Natali, compresi i biscotti fatti con la cara ricetta di famiglia e c’é qualcosa di quest’ultimo Natale che arriva: un vestitino a fiori, la ghirlanda di meringa, i nastri nel cassetto. Nonostante all’appello manchi sempre qualcuno, nonostante si sia frantumata una delle mie decorazioni preferite e che abbia dovuto rifare tre volte le scorzette di arancia prima che venissero candite come le volevo io, nonostante le uniche castagne sia riuscita a trovare fossero sottovuoto e in certi momenti in casa si scateni una guerra tra sorelline in cui ad uscirne perdente siano sempre le mie orecchie…, io ce l’ho messa proprio tutta per poter conservare nella scatola dei ricordi, ancora un altro puntino luminoso con su scritto Natale.

Ed é questo che auguro a ciascuno di voi: che anche la vostra scatola, sia oggi più pesante e più ricca di luminosi ricordi da conservare.

E siccome non c’é festa senza dolce e il Natale é la festa di tutte le feste, io ho portato il mio. Ed é per voi. Una ghirlanda di meringa, avvolta in un nastro color rubino (quello rosso con i fili dorati l’ho usato per appendere il pungitopo/vischio…!). Mi piace immaginare che dopo averlo portato in tavola sulla tovaglia di lino bianca, tra i bicchieri spaiati ognuno con un amaro ed un liquore diverso e le molliche di pane con cui i bambini di tutte le epoche creano palline e roselline, qualcuno tra voi ne chieda la ricetta che poi non sarebbe una vera ricetta ma il mio metodo meringa. Ve la scrivo qui sotto…

Abbracci e buon Natale,

D.

la Ghirlanda e il metodo meringa (senza glutine)

Albumi 200gr, zucchero bianco semolato 400gr, limone qualche goccia.

Queste sono le dosi per ottenere una ghirlanda per circa 8 golosi. Il mio metodo meringa prevede che la quantità di zucchero sia il doppio del peso degli albumi. Fidatevi, funziona sempre. Una semplice moltiplicazione vi permetterà di modulare la ricetta secondo la quantità di albumi che avete a disposizione e, cosa più importante, secondo il numero di persone che volete rendere felici. Gli albumi dovrebbero essere invecchiati, separati cioè dal loro amico tuorlo almeno da qualche ora. In realtà mi é capitato più volte di preparare un meringa last minute ed é riuscita perfettamente. Percio, diciamo albumi idealmente invecchiati, pulitissimi (senza alcuna traccia di tuorlo) e a temperatura ambiente. Nella ciotola della planetaria, o a mano se desiderate un intenso tête-à-tête con gli albumi, versate gli albumi e aggiungete qualche goccia di limone, non più di tre. Cominciate a montare gli albumi senza aggredirli. Dopo qualche secondo, dovreste cominciare a vederli schiumare. Aggiungete due cucchiai dello zucchero pesato e aumentate leggermente la velocità. Questo é il ritmo da seguire: due cucchiai di zucchero e un leggero aumento della velocità, fino ad incorporare tutto lo zucchero. A quel punto, lasciate montare gli albumi ancora una decina di minuti. Intanto preparate la teglia da biscotti rivestita con carta forno, la sac à poche se avevate deciso di usarla ed accendete il forno a 110C. Quando la meringa sarà soda, compatta e lucidissima (in totale gli albumi avranno montato circa venti minuti) spegnete la planetaria. Delicatamente riempite la sac à poche e create delle cupolette posizionandovi ben perpendicolarmente con il braccio. Se preferite un aspetto più informale e scapigliato  usate due cucchiai da zuppa e con un po’ di gioco lasciate scivolare la meringa sulla teglia. Il sistema che preferisco, ovvero un compromesso tra la rigida perfezione e la disordinata anarchia é quello del cucchiaio per prendere il gelato, un colpo e otterrete delle meringhe perfette, dalla forma tondeggiante e simpatica. Ricordatevi di sciacquare il cucchiaio ogni tanto, altrimenti faticherete a far scivolare il composto. A questo punto non vi resta che cuocerle. Pochissimi accorgimenti ed il gioco é fatto: temperatura bassa, forno possibilmente ventilato e lunga cottura: considerate 90 minuti per una grande meringa e un’ora per quelle piccole. Non aprire la porta del forno é una sorta di scaramantica abitudine che ho per scongiurare le crepe, e considerando che i miei forni non hanno il vetro ma due porte che lasciano solo spazio alla sorpresa e a quel tocco di magia che tutti ci aspettiamo si realizzi nel forno, direi che potreste accontentarvi di una sbirciatina dal vetro. Lasciatele nel forno spento il  più a lungo possibile.

Per ogni consulenza, io sono qui, anche fuori orario.

7 thoughts on “il Natale… e la ghirlanda di meringa

  1. Auguri con la magia che hai negli occhi sarà un Natale bello ed emozionante… anche se manca sempre qualcosa o qualcuno il tuo talento per la famiglia riuscirà a rendere speciale anche questo momento
    .. la ghirlanda è bellissima, un’idea elegante e chissà che buona… ma chi ha avuto il coraggio di romperlo??? Buon Natale Daniela cara

    • Rorina, si é rotta da sola! Poco prima di bussare al campanello. Ma adesso che conosco suoi punti deboli,lavorerò’ sui miei punti di forza e la prossima riuscirò ad appenderla.
      Quanto alla magia, quando si allontana dal cuore tocca correre per andare a riprnedersela.

      Abbracci

  2. E voila’ anche quest’anno con uno oceano di mezzo stiamo cercando di ricreare vecchi riti e nostre tradizioni . Tu devo dire ci riesci sempre e continuerai a stupirmi sempre. Con l’augurio di ritrovarci in cucina al più presto .

  3. auguri di natale, ma quelli ormai sono scaduti, e quindi soprattutto auguri di BUON ANNO !!!
    tout le bonheur du monde pour ce 2017
    ps: bellissima ed irriconoscibile N. in foto …

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