Crostate d’autunno, con nocciole e prugne rosse

crostatanocciole&prugne_1

… e poi succede che si diventa bravi, non fosse altro che per il continuo allenamento, al gioco del riconoscere gli  indizi che svelano i bisogni ancor prima che si manifestino.  Come mamma, cerco di far attenzione ai segnali  che le bambine ed io ci mandiamo senza sosta. Se mi sento irritabile o travolta dalle continue infinite richieste, generalmente significa che ho bisogno un po’ di tempo per me. Se invece una di loro é più irascibile, scontrosa o frignona del solito (e apparentemente senza ragione), questo significa che nell’aria c’é un bisogno di una dose maggiore di attenzione dedicate e” special mamy time”.  I bambini fanno di noi degli esperti e alla fine il gioco diventa parte delle ore che passano e dei giorni che sfilano. Continue reading →

Intermezzo sinfonico salato

quicheindiviaebirra_1

L’autunno é arrivato ma fa ancora caldo, un caldo piuttosto umido e insolito per questa parte di mondo dove le persone finiscono con acquisire  una soglia di temperatura diciamo ristretta, definendo hot quando supera i 25° e chilly se scende al di sotto dei 15°. Il cioccolato suda, una patina bianca fiorisce sulla sua superficie che pur non modificandone il sapore ne altera il colore e la bellezza. Preferisco aspettare e intanto riempio la casa di frutta. Continue reading →

Crostata di more in frolla all’anice

frollad'anice_1

Tempo fa vi avevo raccontato di come avevo piantato more e fragoline di bosco. In casa se ne consumano quantità peccaminose, così spinta da un pruriginoso desiderio di autoproduzione da frutti rossi, forse non per marmellate e gelatine ma almeno per qualche crostata e qualche ciotola di piccole gemme rosse da mangiare con yogurt e gramola, ho scavato, piantato, innaffiato e concimato immaginando vestitini puntellati da macchie color vino e baffi color fragola. Ma devo aver peccato di eccessiva immaginazione oppure la mia patina di fille de la ville deve essere più solida di quel che pensassi, facendomi collezionare errori e disastri in giardino. Continue reading →

La danza delle scatole di latta 2015

petitnoir

Oggi niente ricetta, né racconton né divagazioni meteopatiche, nonostante sia il primo settembre e la data si presti a sentimentalismi e soliloqui, almeno per me. Vi lascio il  il regolamento della seconda edizione delle scatoline viaggiatrici. In tante avete accolto l’idea di dar seguito al primo swap e speriamo che il vostro entusiasmo non sia sbiadito come l’abbronzatura sul viso. Continue reading →

Un cake gentile

Noisette_1

Il profumo della nocciola tra il burro, lo zucchero e le uova, mi riporta per mano sul pianeta cucina. Vago da qualche ora nel limbo del jet-lag, nove ore di fuso orario da risalire come un sommazzatore senza bombola d’ossigeno sul fondo del mare.  Alcune valigie sono ancora sparse per casa,  socchiuse come cassetti, raccontano la nostra estate racchiudendo oggetti che difficilmente potrebbero trovarsi insieme: coltelli da cucina dal manico in madreperla. pot pourri fiorentini, libri, un cappello di paglia e uno di feltro, stampini da brioche, barbies sirena, idee appuntate e ricette svolazzanti, Topolino, una conchiglia che ha perso il suo mare e una pigna che incolla le dita. Continue reading →

Les Merveilleux

merveilleux_1

Il mercoledì Mademoiselle no no, aveva il suo corso di danza classica. Vestita come un confetto avvolto nel tulle ( un’immagine deliziosa nonostante l’espressione richiami alla mente improbabili ballerine sovrappeso… ), con le immancabili scarpine Mary Jane nei giorni di sole e le galoches nei giorni di pioggia (lascio a voi il piacere di indovinare quale delle due avessero la suola più consumata…). Con la mamma e un numero crescente di sorelline al seguito, attraversava qualche viale bordato di ippocastani, un passage couvert dall’insegna liberty e il marciapiedi-casa di Gaspard, il clochard poeta che la chiamava per nome e le diceva che un giorno le avrebbe insegnato a ballare il tango. Continue reading →

Aspettando di soffiare

Happy40

E’ Domenica. Il silenzio del mattino é un silenzio sottile e fragile, un battito di ciglia e si frantuma. La stanza é piena di luce e a rischio di sfiorare il cliché vi dico che é un alba di luce dorata e che una coppia di uccelli  cinguetta non proprio soavemente sugli alberi del giardino. Dal letto posso vederne le  chiome frondose. Dal mio letto di bambina vedevo il mare. Non c’é fretta, potrei girarmi dall’altra parte e provare a riacciuffare la coda del sogno che forse stavo facendo, oppure potrei allungare le gambe, spalancare le braccia e assaporare tutto lo spazio a mia disposizione, fino ai confini di un altro braccio ancora pesantemente addormentato. Continue reading →

…e se le scatole riprendessero a danzare?

scatolalatta

… é da un po’ che mi pongo questa domanda.

Da quando una mattina di qualche settimana fa  mi sono ritrovata seduta sui talloni a sistemare la mensola più bassa del piccolo sgabuzzino che funge da archivio documenti, quando é venuta fuori una lunga lista di indirizzi mail piena di frecce e di note. Il foglietto, passando indenne attraverso un trasloco e un viaggio in oceano, doveva essersi infilato di soqquatto in qualche cartella deciso a restare impigliato nella maglia delle cose da conservare. Scritti a mano, nella mia incerta grafia da mancina, i mail di tutti i partecipanti alla Danza delle scatole di latta, il mio swap del 2009, quelle scatole che abbiamo fatto viaggiare nell’autunno di qualche anno fa. Continue reading →

Il Crumble nel barattolo

crumble-nel-barattolo

In tutti questi anni di vita familiare,  mi sono esercita alla difficile arte dell’alleggerimento bagaglio, così’ adesso quando la mia jolie tribù viaggia, lo fa con un numero di valigie inferiore a quello che ero solita trascinarmi dietro quando partivo per il campeggio con le amiche. Le bambine provano a zavorrarmi con improbabili necessità e giocattoli vari da infilare nel bagaglio a mano, ma più si allungano le distanze e più  si scatena il terrore delle transumanze mascherate da vacanze familiari. Risultato é che mi occorrono due ore per organizzare la partenza e due settimane per preparare il ritorno,  in vista di un rientro che sia ancora un po’ il prolungamento dell’ ozioso fannullismo di ferragosto. Continue reading →

Frollini verde anice

frollinivertanis_5

Dopo anni di infatuazioni campestri sospirate tra le strade di Parigi in un perdermi e ritrovarmi tra cortili alberati seminascosti e passages privés di ciottoli mangiatacco  (no non i miei, io cammino in ballerine, ricordate?) e grandi vasi fioriti, coltivando erbe aromatiche sul davanzale della cucina e immagini di giardini inglesi, mi sono ritrovata proprietaria di uno spazio verde. Libera finalmente di dar via alle mie  fantasie giardiniere, inesperta e impaziente, ho iniziato a piantare e seminare ancor prima di guardarmi intorno. Continue reading →

Vanilla Marshmallows

marshmallowvaniglia_1

english version coming soon

Tra qualche ora sarà la festa della mamma. Sarò svegliata nel modo meno silenzioso possibile, il letto si riempirà di disegni, piccoli regali, sguardi orgogliosi e un caffè con la panna da cercare di non versare sulle lenzuola di lino. Poi ci alzeremo e tutto sarà come deve essere ogni giorno, per lo più rumoroso e pieno di incastri, a volte smooth e delicato, con quella parola, mamma, che risuona cento, mille volte come un disco incagliato. Continue reading →

Nature morte e meringhe dipinte di cioccolato

naturamorta_9

 the English version at the end

Toc-toc. C’é ancora qualcuno?

Quasi certa di trovar solo silenzio, spero non così profondo da poter sentire il suono dell’impasto che lievita nella ciotola. Sono mesi che non scrivo. Non che non sia successo nulla nel frattempo, ma era un po’ come non saperlo più raccontare, il banale, il quotidiano, il sole che nasce e che tramonta, il pane fatto in casa, gli stampini da Baba che non riuscivo a trovare, la salvia che non riesce ad attecchire. E poi,  The big renovation, la cucina nuova e la mappa di oggetti, tazze, stampi e ciotole da ricostituire per non sentirmi persa casa mia; i pidocchi presi a scuola da sconfiggere, l’umore che non ne vuol sapere di scendere dall’altalena e, dulcis in fundo, un pianoforte. Qualche mese fa, la signora del cacao 🙂 ha deciso di ricominciare a suonare dopo così tanti anni che per contarli ci vogliono le manine di due bambine e mezzo; non soltanto suonare ma recuperare in fretta tutto il tempo passato senza farlo. Le passioni possono essere le nostre peggiori nemiche. Continue reading →

Clouds in the garden

gardeners_1

english version at the end

Ottobre caro,

finalmente arriva per dare il via alle danze autunnali, al fresco del mattino e della sera, apertura e chiusura del sipario su un sole che nelle ore centrale del giorno fa sembrare ancora primavera. Lentamente le foglie ingialliscono e impallidiscono anche qui e soprattutto, tornano le nuvole, dispettose e attese, stanche di sentirsi invocare da chi, come me, non riesce a farne a meno. Continue reading →

Dark Chocolate cake and red wine glaze

redwineglaze

english version at the end

Qualche giorno fa abbiamo festeggiato il nostro primo anno in CA, da residenti e non da viaggiatori. I ricordi si stratificano, si allungano come ombre al finire del giorno e mi piace ripescarli da un sacchetto senza fondo. Preparare una torta come questa, senza passaggi delicati, senza difficoltà tecniche, diventa un po’ come intraprendere un viaggio nella mente, slegare i pensieri dalle mani, inserire il pilota automatico e godersi il panorama. Continue reading →